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Recuperare dati da un supporto non funzionante (hard disk,pen drive, memoria flash...) utilizzando un software gratuito: Recuva !

Sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di cancellare inavvertitamente uno o più file. Un problema che può assumere i tratti della tragedia, qualora i dati cancellati per errore avessero grande importanza e non solamente sul posto di lavoro. Si pensi ad esempio alla card della macchina fotografica digitale: una cancellazione effettuata con leggerezza o una semplice disattenzione può causare la perdita di fotografie di valore affettivo inestimabile, se si è presa l'abitudine di scaricarle su PC con una certa frequenza.

Se sul PC esiste un passaggio intermedio, ovvero il recupero dei dati cancellati dal cestino, con apparecchi portatili si tende a ritenere irrecuperabile il contenuto della card, così come i dati stessi del PC una volta eliminati dal cestino appena nominato. Esistono però software che possono recuperare quanto cancellato per errore, sebbene non sia possibile avere la certezza del successo dell'operazione.

Uno di questi software, per altro freeware, è Recuva di Piriform. Cerchiamo di capire cosa c'è alle spalle di un'operazione apparentemente "impossibile", almeno per l'idea comune che si ha di una cancellazione apparentemente irreversibile. Premettiamo che il software funziona con unità formattate con file system NTFS o FAT/FAT32, motivo per cui è possibile eseguire l'operazione su praticamente tutte le unità di archiviazione su scheda memoria e sistemi operativi Microsoft Windows.

Perché è possibile tentare di recuperare i file cancellati? Il motivo è semplice: quando un file viene cancellato, con i file system citati in precedenza, questo non viene fisicamente rimosso dall'unità, ma viene semplicemente resa disponibile in scrittura la sua allocazione fisica. Questo significa che, qualora non vi siano state sovrascritture in corrispondenza di quella allocazione fisica, alcuni software potranno fare un tentativo di recupero con una probabilità di successo molto elevata.

Facciamo un esempio: ipotizziamo di aver cancellato una card di memoria della macchina fotografica, senza fare più scatti in seguito. Quasi sicuramente sarà possibile recuperare le immagini cancellate, poiché non vi sono state scritture sulla scheda. Al contrario, se avessimo riempito completamente la scheda con ulteriori scatti un recupero sarebbe praticamente impossibile, poiché gli spazi allocati dai vecchi scatti saranno stati sicuramente occupati dalle nuove fotografie.

Con questo mini-articolo cerchiamo di capire come procedere utilizzando Recuva in un ipotetico recupero di file cancellati. Una volta scaricato il software ed averlo installato nella lingua preferita, una modalità passo-passo mette nelle condizioni chiunque di procedere con l'operazione.

 

 Si parte con la domanda sulla tipologia di file che si intende recuperare. Con questa operazione Recuva effettuerà una ricerca più mirata che impiegherà sicuramente meno tempo rispetto a un recupero generico.

 

Stabilito che è nostra intenzione recuperare delle immagini da una scheda memoria, sarà sufficiente indicare che il supporto sarà di questo tipo. E' possibile anche indicare una cartella specifica del proprio PC, così come nell'intero sistema o unità collegate ad esso (voce Non sono sicuro), allungando di molto l'operazione di recupero.

 

Non resta che avviare la vera e propria ricerca da parte del software. E' presente anche una casella di spunta per effettuare una ricerca approfondita, nel caso in cui precedenti tentativi in modalità rapida non abbiano portato a risultati. A titolo informativo, la ricerca approfondita su una card da 2GB ha impiegato circa 3 minuti, motivo per cui consigliamo di fare la spunta sulla casella nel caso di unità non troppo grandi a livello di GB.

In questa immagine vediamo come si presenta la ricerca con Recuva: una semplice finestra con barra di stato indica la progressione dell'operazione, facendo una stima dei tempi e della percentuale analizzata.

A fine operazione è possibile vedere i nomi dei file trovati durante la ricerca nelle pozione di card disponibile per la scrittura. Il nome del file è preceduto da un pallino colorato, che indica in modo abbastanza chiaro la probabilità di successo. Un pallino rosso ci dice chiaramente che il file è irrecuperabile, mentre uno verde che il recupero è quasi certo.

Procedendo con il recupero vero e proprio, il software chiederà dove archiviare le immagini. Sarà quindi a carico dell'utente indicare una posizione, avviare il recupero e attendere. Nel nostro caso sono bastati 81 secondi circa per recuperare 94 file. Possiamo senza dubbio  affermare che Recuva ha fatto quanto promesso, riuscendo a salvare completamente tutte le immagini contrassegnate in verde. Nel caso di pallino giallo, non citato in precedenza, varia da file a file: in alcuni casi il recupero è avvenuto senza problemi, in altri le immagini riportavano vistose lacune.

Si tratta comunque di uno strumento molto utile che vale la pena di provare in caso di cancellazione accidentale, avendo l'accortezza di non utilizzare più la scheda memoria per ulteriori scatti. Questo nel caso di macchine fotografiche o affini, ma il discorso è esteso a ogni unità con file system NTFS o FAT/FAT32, ovvero la quasi totalità di schede o hard disk, sia interni che esterni. Nel caso di hard disk l'operazione sarà ovviamente più lunga e dall'esito più incerto, anche perché il sistema operativo effettua letture e scritture in background in continuazione senza un ordine ben preciso sulla superficie del disco.

Naturalmente il nostro auspicio è che non sia mai necessario dover utilizzare simili strumenti. Ricordate comunque che qualunque supporto di memorizzazione non è mai sicuro al 100% e quindi una regola fondamentale è sempre quella di effettuare dei back-up frequenti...non si sa mai.

 

 

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